Perché l’America

perche1-300x202L’America esercita da sempre sull’osservatore europeo un fascino speciale e al tempo stesso contradditorio, ambiguo.

La vastità degli spazi disponibili, la dinamicità dei cambiamenti sociali, la mescolanza di etnie e di idee. Tutti questi elementi l’hanno resa simbolo della ricerca di nuove opportunità: estremamente disponibile, ma anche estremamente ignota. Simbolo di questa ricerca ineluttabile e riferimento ideale fu la Frontiera.

Una frontiera che, dall’iniziale connotazione geografica – una linea di confine sempre mobile verso l’ovest – assunse poi un significato immateriale, metafisico, e divenne la sintesi dei valori presenti nella società americana. La teoria del self-made-man, il rifiuto di accettare limiti precostituiti, il sogno di uno spostamento continuo, di una vita on the road.

La mobile home è l’esempio estremo di questa idea di America. E simboli ne sono le scintillanti metropoli, i distributori di benzina, i motel, le insegne luminose, ma anche i grandi spazi e le innumerevoli strade che attraversano anche i luoghi più sperduti.

E ancora le recinzioni, gli steccati, espressioni di un vasto processo di colonizzazione che continuamente affermava un accentuato senso di proprietà. Oggi gli spazi fisici che hanno caratterizzato la Frontiera americana (le grandi praterie, il Sudovest desertico) sono luoghi scarsamente abitati.

I coloni sono passati, hanno lasciato tracce del loro passaggio, ma ora la natura sta prendendo di nuovo il sopravvento.

L’America è una società multietnica che vuole rappresentare tutto al suo interno, essere “nazione di nazioni”, ma sta riproponendo nelle città ghetti e confini etnici. Ha quindi moltiplicato i suoi steccati. L’insofferenza per i limiti e l’erezione di barriere sono la materializzazione sia del sogno che dell’incubo americani: il sogno del possesso e l’incubo dell’invasione.

I nativi americani esprimono invece intenti propositivi. Sono consapevoli che è necessario costruire ponti di solidarietà e amicizia per superare le frontiere etniche e ogni altro tipo di barriera. L’America non ha altra scelta se non valorizzare questa presenza, per lo straordinario rapporto che i nativi hanno intessuto con la terra cui appartengono e per l’inedito contributo e la ricchezza della loro presenza.

perche2-300x202Le foto qui raccolte rappresentano una scelta fra i luoghi percorsi nel corso di molti viaggi attraverso l’America. Case dalle facciate variopinte, ferme nel tempo come quinte teatrali, fattorie e manifatture che sono solo un ricordo di attività trascorse, strade di accesso che non conducono più a nulla, frangivento come linee geometriche che si perdono all’orizzonte, insegne che evocano un glorioso passato … .

Ma anche il profondo Sud, il Delta del Mississippi, che ha dato origine a blues, jazz e rock, musiche che hanno permeato il mondo intero. Per non parlare dei set del grande cinema, non solo western, e i luoghi legati alla cultura della beat generation, con la guida eccezionale dell’amico poeta Jack Hirschman.

Queste immagini non sono e non potrebbero essere rappresentative di tutte le molteplici realtà presenti sul suolo americano, ma tentano di restituire le emozioni vissute da chi è andato lungo quelle interminabili strade, verso quelle mutevoli frontiere, disposto a lasciarsi affascinare, intenerire e a volte ferire, tanto da progettare atteggiamenti e considerazioni nuovi.

Affinché l’emozione diventi comportamento critico e, oltre la contemplazione e oltre il mito, si realizzi il reale senso del viaggiare: stabilire nuove linee ideali e nuove conoscenze tali da abbattere ogni frontiera.

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